Trieste. 2 settembre 2010
Il governo croatao adeguerà alla recente sentenza della Corte suprema di Zagabria le procedure relative alla restituzione dei beni confiscati dal regime di Tito, tra cui quelli degli esuli italiani: lo ha riferito ieri a Trieste l'ambasciatore croato a Roma Tomislav Vidosevic.
Interpellato a margine della firma di una lettera di intenti per la collaborazione tra le città di Trieste e Fiume, Vidosevic ha detto che "la sentenza dela Corte suprema si riferisce a un caso, è naturalmente un precedente, ma si riferisce a tutti i casi che non sono giá regolati da accordi internazionali precedenti. Il governo- ha aggiunto. esaminerà come aggire nel prossimo futuro per quanto riguarda questi ma in linea alla decisione della Corte suprema".
Nello scorso luglio, la Corte suprema di Zagabria aveva dato ragione a Zlata Ebenspanger, croata di origine ebraiche, oggi cittadina brasiliana, che nel 1997 aveva chiesto la restituzione di una palazzina nella capitale croata. Le richieste di restituzione sono circa quattromila, di cui oltre mille di cittadini italiani.
Vidosevic h anche detto che la Croazia punta a chiudere i negoziati per l'ingresso nell'Ue entro il 2010. "Il nostro scoppo .ha detto. è concludere entro l'anno o al massimo nei primi mesi del 2011 tutti i capitoli e il processo dei negoziati".
Ricordando il "Concerto dell'amicizia" dello scorso 13 luglio a Trieste e la storica stretta di mani tra i capi di stato di Italia, Slovenia e Croazia, Vidosevic ha ringraziato l’Italia "sia i governi di centrosinistro che di centrodestra, sia Prodi che Berlusconi " per il supporto all'ingresso in Europa e in particolare ha voluto sottolineare l'impegno del ministro degli Esteri, Franco Frattini.
In quanto alla lettera d’intenzione, in essa si sottolinea la volontà delle città di Trieste e Fiume di rafforzare la collaborazione in primis nello sviluppo dei porti e del turismo. Il documento è stato siglato dai sindaci Roberto Dipiazza e Vojko Obersnel.
"Stiamo lavorando perché la Croazia entri in Europa, ha commentato Dipiazza, e non vogliamo piu confini".
Fonte: Messagero Veneto