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08-08-2011

55°ANNIVERSARIO DELLA TRAGEDIA DI MARCINELLE

“"Dimenticare la propria storia, come la nostra emigrazione di ieri, equivale a negare almeno una parte della nostra identitŕ nazionale e della nostra cultura. Ricordare invece, per quanto a volte sgradevole e imbarazzante, č necessario"”.
Un incendio divampato in uno dei pozzi della miniera di carbon fossile del Bois du Cazier, a Marcinelle, Belgio, causo' la morte di 262 minatori belgi, francesi, greci, inglesi, olandesi, polacchi, russi, tedeschi, ungheresi. Dei 262, ben 136 erano italiani. La maggior parte delle vittime perirono per asfissia, soffocate dalle esalazioni di gas a 975 metri di profondita'. Le operazioni di soccorso proseguirono fino al 23 agosto successivo, quando uno dei soccorritori passo' alla storia per aver urlato, in italiano, "tutti cadaveri".

L'agghiacciante tragedia consenti' di portare alla ribalta le condizioni disumane in cui erano costretti a scavare i minatori in Belgio: scarsissime garanzie di sicurezza, lavori durissimi e praticamente nessuna tutela sanitaria. "Prima della tragedia, frequenti erano gli incidenti mortali e comunque i decessi per patologie come la silicosi

All'indomani del disastro, con le polemiche che seguirono e un'attenzione dell'opinione pubblica, pero', le condizioni del lavoro in miniera migliorarono. La tragedia di Marcinelle segno' la fine della massiccia emigrazione italiana in Belgio, frutto di un accordo economico tra i governi dei due Paesi che prevedeva l'invio di 50 mila lavoratori italiani in cambio di carbone.

Fonte: Nuova Emigrazione 

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