Criteri discriminatori, introdotti nella legislazione della regione Friuli Venezia Giulia
per laccesso al welfare, nel 2008 e nel 2009 e, da ultimo, con la legge n° 39
ed approvata nella seduta del consiglio regionale del 6 ottobre 2009:
1. Alloggi Ater (case popolari) à 10 anni di residenza in Italia, di cui 5 in Regione
2.
Bonus natalità cosiddetto bonus bebé (riferiti ad almeno 1 dei genitori)
à 10 anni di residenza in Italia, di cui 5 in Regione
3.
Carta famiglia (riferiti ad almeno 1 dei genitori)
à 8 anni di residenza in Italia, di cui 1 in Regione
4.
Fondo povertà à solo per i cittadini dellUnione Europea residenti in FVG
da almeno 36 mesi. Sono comunque esclusi gli extracomunitari.
5.
Fondo per labbattimento delle rette per laccesso ai nidi dinfanzia à 1 anno di residenza in FVG (riferito ad almeno uno dei genitori)
6.
Assegni di studio per la frequenza delle scuole dellobbligo secondarie
non statali à 5 anni di residenza in Italia di cui almeno 1 in FVG
(riferiti ad almeno 1 dei genitori)
7.
Fondo per lautonomia possibile - FAP
à solo per coloro che hanno la residenza nella regione FVG
8.
Interventi in materia di edilizia residenziale pubblica
convenzionata, agevolata e di sostegno agli affitti
à 10 anni di residenza in Italia, di cui almeno 1 in FVG
Sono previste deroghe solo per: i corregionali rientrati dallestero e per il personale delle forze armate e delle forze dellordine.
Ciò significa che anche i cittadini italiani, ora residenti in altre regioni, che decidessero di spostarsi in FVG, dora in poi, saranno sottoposti alle stesse odiose ed inaccettabili discriminazioni, assurdamente ideate per colpire gli immigrati regolari che qui vivono, lavorano, si sposano, fanno figli e pagano tasse e contributi come noi.
Fonte: CGIL-CISL-UIL